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1879 – 21 DICEMBRE – 2012, 133° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA

DEL GRANDE RIVOLUZIONARIO GEORGIANO GIUSEPPE STALIN!

IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA NE

RICORDA LA STRAORDINARIA ATTUALITA’ RIVOLUZIONARIA!

 

E’ stato l’artefice, con Lenin, della gloriosa Rivoluzione Socialista d’Ottobre, il fedele  continuatore dell’opera di Lenin, il costruttore del socialismo nell’Unione Sovietica, fondata da Lenin e Stalin il 30 dicembre 1922, l’ispiratore e il sostenitore della costruzione del socialismo in tanti altri paesi della Terra, il condottiero dell’Armata Rossa e l’annientatore del nazifascismo, la speranza di liberazione dei popoli dalla schiavitù e dallo sfruttamento padronale, il terrore degli infami regimi capitalistici e della loro espansione imperialistica. Oggi Stalin è il riferimento più immediato, concreto e convincente per riprendere il cammino rivoluzionario delle masse proletarie di tutti i paesi verso il socialismo. Dall’attuale crisi dello scellerato sistema capitalistico si può uscire solo con l’abbattimento del capitalismo e la costruzione della nuova società socialista. Per questo compito l’insegnamento rivoluzionario di Stalin è fondamentale.

 

« Non è il censo, né l'origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma sono le capacità personali di ogni cittadino che determinano la sua posizione nella società” …  "So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà". (G. Stalin)

 

      Oggi, 21 dicembre 2012, ricorre il 133° anniversario della nascita di Josif Vissarionovic Dzugasvili, nome di battaglia Stalin, ovvero uomo d’acciaio. Egli nacque a Gori, in Georgia da una famiglia proletaria. A 19 anni si iscrisse al Partito Operaio Socialdemocratico Russo, che dal 1912 si chiamerà Partito Comunista bolscevico. Stretto collaboratore di Lenin, più volte arrestato dalla polizia zarista per la sua attività politica rivoluzionaria, fu deportato in Siberia ed evase dal carcere in tre occasioni. Fu eletto alle massime cariche del Partito e dello Stato sovietico. Ha incarnato l’arte della rivoluzione proletaria per abbattere il capitalismo e costruire il socialismo, della conquista rivoluzionaria del potere politico alla classe lavoratrice, della dittatura del proletariato per costruire la società socialista ed edificare quella comunista, della collettivizzazione e pianificazione dell’attività e dello sviluppo economico per garantire la massima espansione delle forze produttive e il miglioramento costane delle condizioni di vita delle masse popolari, della lotta di classe contro i nemici interni ed esterni della costruzione del socialismo e della strategia militare per fronteggiare e sconfiggere le armate imperialiste e nazifasciste nemiche.

      E’ stato l’amico più sincero e fedele delle masse lavoratrici del pianeta nella loro lotta di affrancamento dalla schiavitù padronale e colui che imprimeva coraggio e fiducia nella lotta di liberazione e di indipendenza dei popoli contro l’occupazione e lo sfruttamento imperialistico. Per questo la sua morte, avvenuta il 5 marzo 1953, fu pianta da tutte le persone oneste e lavoratrici della Terra, come eloquentemente dimostrano le immagini dell’epoca. Stalin diede un contributo fondamentale per la fondazione della gloriosa Unione Sovietica, il Partito gli affidò il compito di analizzare tutti gli aspetti territoriali, storici, culturali, linguistici, politici, sociali e delle tradizioni tramandate di generazione in generazione dei popoli che abitavano l’immenso territorio amministrato e governato dalla Russia delegandolo a proporre la migliore soluzione per l’unione e lo sviluppo istituzionale, economico e sociale ugualitario di quell’immenso paese nell’era sovietica.

      Così nacque il capolavoro dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, appunto l’Unione Sovietica, formata da 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche, 20 Repubbliche Socialiste Sovietiche Autonome, 8 Regioni Autonome e Circondari Autonomi. L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche era uno Stato unitario federale plurinazionale formato sulla base del principio del federalismo socialista, in seguito alla libera autodeterminazione delle nazioni e alla volontaria associazione di Repubbliche Socialiste Sovietiche con parità di diritti. Ogni Repubblica federata conservava il diritto di libera separazione dall’URSS. L’Unione Sovietica era formata da circa 100 etnie e 300 milioni di abitanti, dall’Europa all’Asia Centrale. Fu questa una delle grandi conquiste dell’eroica Rivoluzione Socialista d’Ottobre, governata dal potere politico della classe lavoratrice attraverso l’elezione dei Soviet (Consigli)  nelle aziende agricole e  industriali, negli uffici, nelle università, nelle Forze Armate e nelle istituzioni statali.

      Senza Stalin l’Unione Sovietica non sarebbe sopravvissuta alla prematura e dolorosa morte del compagno Lenin, avvenuta il 21 gennaio 1924, quando i trotschisti, al soldo del capitalismo e dell’imperialismo, già si opponevano alla collettivizzazione e tramavano per ostacolare la costruzione del socialismo in un solo paese, purtroppo ci riuscirono dopo la morte di Stalin col rinnegato Krusciov al XX congresso del PCUS nel 1956, ma, alla luce della tragica esperienza vissuta, alla prossima ondata della Rivoluzione socialista questa schiaccerà sul nascere i nemici del socialismo infiltratisi e presenti nelle fila del movimento comunista e operaio nazionale e internazionale; senza Stalin il proletariato sovietico non avrebbe conosciuto e vissuto la civiltà del diritto esistenziale, uguale per tutti i membri della comunità umana, alla sanità sino ai massimi livelli possibili, allo studio sino al raggiungimento dei più alti gradi dell’apprendimento, del lavoro sicuro al completamento degli studi, della casa, del tempo libero, della possibilità di abbassare l’orario di lavoro prima a 6 e dopo a 5 ore al giorno lavorativo – come sostenne lo stesso Stalin nel suo discorso al 19° congresso del PCUS nel 1952 -, ad una pensione dignitosa, all’assistenza sociale all’avanguardia per i non abili al lavoro, eccetera; senza Stalin non avremmo sperimentato, per la prima volta nella storia dell’umanità, la possibilità di sconfiggere il capitalismo e di costruire la società socialista, per poi edificare quella comunista, il mondo vivrebbe ancora sotto il terrore nazifascista, il proletariato di tutti i paesi capitalistici non avrebbe conosciuto il grande balzo in avanti in termini di autorevolezza di classe, di forza rivendicatrice e di miglioramento delle proprie condizioni di vita e la scienza, specialmente quella spaziale e sanitaria, avrebbe ritardato i suoi livelli attuali.

      Senza l’Unione Sovietica e senza Stalin, scomparso Lenin, nel mondo non avremmo avuto il socialismo realizzato nel ventesimo secolo, attualmente travolto e seppellito dall’infame revisionismo della dottrina rivoluzionaria del marxismo-leninismo, ma noi comunisti rivoluzionari, fedeli discepoli di Lenin e Stalin, presto ci rifaremo e questa volta sino al trionfo del comunismo onorando, così, pure la memoria dei grandi rivoluzionari Marx ed Engels. In questa giornata di ricorrenza del 133° anniversario della nascita di Stalin rendiamo vivo omaggio alla sua memoria, al suo pensiero e alla sua grandiosa opera politica. Pensiamo a lui e con la mente voliamo alla sua arte rivoluzionaria, intransigente e determinata, vittoriosa e sublime, mentre col pensiero andiamo ai nostri compiti rivoluzionari dei giorni nostri, ben sapendo che solo seguendo fedelmente e rigorosamente le sue orme possiamo vincere il nemico di classe, affermare il potere politico della classe lavoratrice operaia e intellettiva e costruire la superiore società socialista lungo la strada dell’edificazione di quella comunista. Onore e gloria in eterno al pensiero e l’opera del compagno Stalin, la sua memoria segnerà i nostri assalti alla fortezza capitalistica e imperialista e la espugneremo. Chi non è stalinista non è comunista!

 

Forio (Napoli), 21 dicembre 2012.

info@pciml.org                                                        Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista